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mercoledì 10 luglio 2013

SCRIVERE UN LIBRO 25 - GLI ERRORI DELLO SCRITTORE PRINCIPIANTE




Nel titolo vi ho parlato di errori, ma non dovete prenderla con voi stessi se sbagliate. Non è colpa vostra o per meglio dire è colpa della vostra inesperienza.
Come in tutte le cose il mestiere dello scrittore è una cosa che s’impara giorno per giorno e credo che non si smetta mai d’imparare.


Per questo post, mi baso sui miei errori.

  • Molte volte gli scrittori alle prime armi tendono a voler emulare il genere che va di moda e in questo non c’è niente di male. Sorge il problema quando in vostro libro diventa il copia/incolla di un libro che esiste già.
  • Lo scrittore principiante ha troppa furia di scrivere e non capisce che per scrivere un libro di vuole tempo, pazienza e costanza.
  • Lo scrittore principiante tende a prendere un genere letterario e buttarsi subito a scrivere, senza aver delineato la trama iniziale e aver costruito dei personaggi interessanti.
  • Lo scrittore principiante, non riesce a buttare una giù una trama interessante e si pianta alle prime pagine perché non sa come andare avanti. Perché succede?, vi starete chiedendo, per la maggior parte delle volte non costruiscono bene la trama iniziale e i personaggi.
  • Lo scrittore principiante s’arrabbia con se stesso quando non trova un’idea e abbandona tutto il suo progetto. Ricordatevi le tre paroline magiche: TEMPO, PAZIENZA E COSTANZA.
  • Lo scrittore principiante non è in grado di descrivere al meglio una scena e di creare dei dialoghi interessanti.
  • Lo scrittore principiante non riesce a essere critico di se stesso. E importante saper criticare le nostre scelte narrative e capire quando l’idea e buona o no.
  • Lo scrittore emergente non sa usare le varie tecniche narrative per far diventare la storia più interessante.


RAGAZZI NON VI ABBATTETE, SECONDO ME SCRITTORI SI DIVENTA CON GLI ANNI, E RIPETO ANNI, E NON SI NASCE SCRITTORI. 


SI PASSA DALLA FASE DIVERTIMENTO, PASSIONE . 
SAPETE CHE DALLA PASSIONE POTRETE SVILUPPARE IL TALENTO.


RICORDATE CHE IL MODO MIGLIORE PER IMPARARE E’ SBAGLIARE, SEMBRA UN CONTROSENSO  MA E’ COSI’.

SCRIVERE UN LIBRO 24 - UN ERRORE, PUO’ ESSERE SALVABILE




Forse dal titolo non si capisce l’argomento di questo post, ora ve lo spiego.

Mettiamo caso che voi stavate cercando un idea geniale per continuare il vostro libro, passano giorni o addirittura settimane.

Preparatevi l’idea viene quando meno ve lo aspetterete.

Insomma, quest’idea è geniale e voi la mettere su carta, la rileggete, la correggete e aggiungete tutte le descrizioni e i dialoghi mancanti. Insomma quando finite di scrivere questa parte, pensate che sia un‘idea geniale.

Passa un giorno e vi accorgete che c’è un incongruenza con la parte che avevate scritto prima.

Stai calmo, non disperarti e soprattutto non pigiare subito il tasto canc o back space. Non buttare subito via il lavoro, che per averlo ti ci è voluto molto tempo. Rilassati e pensa a un modo per correggere l’errore. 

La maggioranza l’errore può essere salvato, inserendo un altro dialogo, o aggiungendo un dialogo alla parte che avevate già scritto.

Insomma, da un idea geniale con un piccolo errore, potrebbe nascere qualcosa di ancora più geniale.

Se proprio non riesci a risolverlo in alcun modo allora cerca di riscriverlo, ma questa opzione usala come se fosse l’ultima spiaggia.

SCRIVERE UN LIBRO 23 - LE DESCRIZIONI




Le descrizioni, beh!, tutti noi siamo capaci di descrivere un oggetto, una cosa, una sensazione o uno stato d’animo. Penserete. Eppure non è così semplice come sembra, si potrebbe dire che l’apparenza inganna.

Sicuramente quando avete letto la parola descrizioni vi è subito venuto in mente le descrizioni che potete osservare con gli occhi. Descrivere un paesaggio o un ambiente, delle espressioni di un personaggio e come si muove. Certo, queste descrizione sono importanti, ma ce ne un’altra altrettanto importante. Seguitemi!.


Le descrizioni si possono dividere in:
  1. Quelle che puoi osservare con gli occhi.
  2. Quelle che non puoi osservare con gli occhi.

Le descrizioni che puoi osservare con gli occhi, sono quelle più facile da scrivere. Sono importati per far capire al lettore il mondo che lo circonda. Per fargli immaginare, attraverso gli occhi della mente il mondo che voi avete creato. 
Attenzione, non devono essere molto lunghe. Questo è un discorso generico, perché se come me scrivete libri fantasy e dovete descrivere una battaglia, dovrete fare delle descrizioni molto dettagliate.
Se invece descrivete un ambiente o un paesaggio non potete perderci tre pagine. Non so se mi sono spiegata. Con l’andare avanti del tempo riuscirete a capire quando è il caso di fare una descrizione dettagliata o una appena accennata.



Le descrizioni che non puoi osservare con gli occhi, forse per chi inizia a scrivere sono le più difficili da buttare su carta. Per me queste descrizioni, sono ancora migliori di quella che vi ho spiegato nel punto pretendente, ma questo è un mio giudizio personale.
Dovete entrare nella mente del vostro personaggio, come se foste lui o lei. In questo modo proverete, con la mente, l’emozioni che prova il vostro personaggio e sarete in grado di descriverle al meglio. Anche in questo caso vale la stessa regola che mi ho detto sopra.
Non dovete fare delle descrizioni troppo lunghe e nemmeno troppo corte, direi che la misura giusta è una via di mezzo. Ma anche in questo caso, ci potrebbe essere una parte del vostro libro in cui avrete bisogno di una descrizione lunga. Sta alla vostra discrezione e solo con il tempo riuscirete a capire quando farle corte o lunghe.


Per descrive qualsiasi situazione avrete bisogno molti più vocaboli possibili, per descrivere tutte le sfaccettare possibile.
Ragazzi, per aumentare i vocaboli dovete leggere molto, non avete scampo.

Per esempio ci sono moltissimi termini per descrivere un espressione facciale. Non tutte l’espressioni facciali sono uguali.

SCRIVERE UN LIBRO 22 - CHE COSA SERVE PER SCRIVERE UN LIBRO?.





Post banale penserete, penna e calamaio o più specificamente pc e tastiera.

Andiamo oltre le cose materiali e pensiamo a cose più psicologiche.

Per scrivere un libro serve la giusta atmosfera. Sicuramente ci sarà uno stato d’animo con il quale scrivete meglio o peggio. Non vi posso dire quale, perché è una cosa personale. Per esempio, io scrivo meglio se sono serena.

Per scrivere un libro dovete riuscire a entrare dentro al libro, come se foste un personaggio che osserva di nascosto la scena che descrivete; un po’ come fate quando leggete un libro, solo che qui, deve essere più profondo.

Io per esempio, per rilassarmi e incominciare ho bisogno della giusta atmosfera creata dalla musica. Sarò di parte, perché io amo la musica e suona la chitarra da otto anni. Ogni volta che scrivo cambio sempre canzone e non ho una playlist per quando scrivo. Io vi consiglio, perciò di ascoltare la musica mentre scrivete.

SCRIVERE UN LIBRO 21 - GLI ELEMENTI CHIAVE PER INIZIARE A SCRIVERE UNA STORIA




Quali sono gli elementi chiave per iniziare a scrivere una storia:
  1. I PERSONAGGI
  2. LA SITUAZIONE INIZIALE
  3. LA SITUAZIONE FINALE


Dei personaggi devi sapere vita, morte e miracoli. Devi sapere il loro passato, il loro modo di fare, la loro personalità. Far muovere un personaggio all’interno della vostra storia è come far muovere una persona che conoscete. Quando scrivete dovete riuscire a immergervi completamente nel vostro personaggio.


La situazione iniziale e finale. Facciamo un esempio per farvi capire meglio il concetto.



Se devi fare un viaggio sai da dove parti ma devi sapere anche dove vuoi avvivare, poi non importa la strada che percorri, l’importante è che tu arrivi al punto finale. 

Certo puoi anche fare un viaggio senza una meta precisa, ma dopo ti potresti ritrovare in un luogo che non ti piace.


  • Lo stesso ragionamento si può applicar anche per un libro. Una volta che hai creato una situazione solida e che ti convince al cento per cento, devi pensare alla fine del libro, anche senza sapere che cosa accade nel mezzo. Devi sviluppare la situazione centrale con l’intenzione d’arrivare alla situazione finale. Tutte e tre le situazioni (iniziale – centrale - finale), devono essere accattivanti e mai banali. Nella situazione centrale si possono inserire degli ostacoli per fare in modo che il protagonista della vostra storia debba lottare per avvivare alla fine. Dovete scrivere in funzione del finale che avete già pensato.

  • Se invece decidete d’affrontare l’altra strada, non conoscendo la fine potreste arrivare all’ultimo capitolo e non essere soddisfatti di quello che avete scritto. Potreste inserire delle scene che sono completamente inutili al fine del vostro finale. potreste non approfondire degli aspetti, oppure potreste approfondire degli aspetti che non sono importanti.

lunedì 8 luglio 2013

SCRIVERE UN LIBRO 20 - SCRIVERE UN CURRICULUM



Quando un editore vi chiedere un curriculum non vi chiede il curriculum vita europeo.



In poche righe dovete dire l’essenziale di voi, i vostri studi, il vostro lavoro e le cose che sapete fare. insomma, dovete descrivere voi stessi, in poche parole, massimo mezza pagina di word.

  • Se gestite un sito o blog che parla di libri scrivetelo.
  • Se avete pubblicato delle vostre opere sul vostro sito o altri siti scrivetelo.
  • Se avete vinto un premio letterario scrivetelo.
  • Se avete già pubblicato un libro con un editore scrivetelo.

Cominciate con “gentilissimo o egregio editore” per essere cortesi.

Concludete in basso a destra con “In attesa di un vostro gentilissimo riscontro. Cordiali saluti,” e alla fine della lettera firmatevi in basso  a destra.



Non vi dimenticate alla fine della lettera in basso a destra scrivete i vostri recapiti, scrivendo così come vi ho riportato qua sotto:

  • Di seguito troverete i miei recapiti:
  • Cognome e nome:
  • Via e numero civico:
  • CAP, città e (provincia):
  • Telefono e/o cellulare:
  • E-mail:

SCRIVERE UN LIBRO 19 - SCRIVERE LA SINOSSI




Un editore vi ha chiesto una sinossi del vostro libro e voi non sapete da dove iniziare, non preoccupatevi e leggete questa piccola guida.


  • Che cos’è una sinossi?.
È un riassunto del libro che contiene le parti essenziali per far capire all'editore la trama del vostro libro. La sinossi deve contenere anche il finale.

Detta così sembra una cosa semplice da fare in qualche oretta, invece credetemi butterete via più sinossi, prima d’arrivare a quella giusta. Magari pensate ho scritto il romanzo e quindi sarà un gioco da ragazzi scrivere una sinossi.


  • Come scrivere una sinossi?
Appuntatevi i punti fondamentali del vostro libro, ovvero quelli che vanno a comporre la trama principale e l’ossatura della vostra storia.
Una volta che vi siete appuntati tutti i punti fondamentali potete incominciare a svilupparli, stando attenenti a non espanderli troppo perché dovete dire tutto nel miro spazio possibile.


  • In quante pagine devo scrivere una sinossi?.
  1. Se l’editore non vi da una lunghezza, dicendovi il numero di cartelle dovete scriver una pagina o al massimo due in formato A4. 
  2. Se invece l’editore vi dice quante cartelle dovete scrivere, dovete fare in questo modo. Una cartella, è un modo editoriale per contare le pagine. Una cartella editoriale contiene 30 righe per 60 battute e tra i 1800-2000 caratteri spazzi inclusi. Per creare una cartella dovete impostare i margini a 3.5, interlinea 1.5 e carattere Times new roman 12. Per sapere quanti caratteri avete già scritto, in Word vi basta andare su revisione e alla vostra sinistra trovate la voce conteggio parole. In Open office vi basta andare su strumenti e poi fare clic su conteggio parole.

  • I punti fondamentali per scrivere una sinossi?
  1. Non dovete scrivere commenti critiche e riflessioni.
  2. Dovete essere chiari e concisi, perché chi andrà a leggere la vostra sinossi dovrà la dovrà capire.
  3. Scrivere la vostra sinossi nel minor spazio possibile, perché altrimenti chi andrà a leggere la vostra sinossi si stuferà.
  4. Dovete narrare i fatti seguendo l’ordine cronologico della vostra storia, partendo dall'inizio, poi la parte centrale e infine il finale.
  5. Deve essere accattivante e stuzzicante per suscitare l’intere di chi vi andrà a leggere la storia. Insomma, in poche parole, dovete saper vendere bene la vostra storia.